venerdì, dicembre 22, 2006

LIVE REPORT : P!NK - Milano, Mazdapalace (21/12/2006)


Ho sempre considerato p!nk un’artista vera, capace di creare una miscela di rock ed elettronica invidiabile, unita ad uno stile impeccabile. La serata di ieri non ha fatto altro che confermare la mia idea.
Entro con Lino e il Falco al Mazdapalace intorno alle 20:30. Non c’è il pienone delle grandi occasioni, ma con il passare dei minuti la situazione migliorerà : personaggi stilosissimi, accompagnati da pin up in pieno stile hardcore, si mischiano a ragazzine emo (perfettamente calate nei loro vestiti indie), gay appariscenti, musicisti e un bel tot di gente normale, per uno dei pubblici più vari tra gli ultimi concerti a cui abbia assistito.
Sul palco Tormento sta aprendo la serata con un progetto tendente al Crossover che non mi tira particolarmente in mezzo.

Intorno alle 21:15 si spengono le luci e inizia lo show di una P!NK in forma fisica smagliante, con la voce un po’ raffreddata per i primi due, tre pezzi, ma che poi si scalderà e renderà lo spettacolo indimenticabile.
L’inizio è davvero notevole : “Cuz I Can”, “Trouble” e “Just lika a pill” aprono le danze. Sul palco la ragazza della Pensylvania si muove alla grande, accompagnata da una band semplice ma tecnicamente ineccepibile (batteria, basso, chitarra e tastiere), da due coriste nere dalle capacià vocali infinite e da 3-4 ballerine che appaiono saltuariamente, per divertenti siparietti che rimandano ai suoi videoclip.

Lo spettacolo è tosto, P!NK ha grinta e stile da vendere e infila uno dietro l’altro tutti i suoi successi, da “Stupid Girl” a “Who knew”, passando attraverso le hit un po’ più datate come “Lady Marmelade”, mentre dalle prime file arrivano sul palco decine di regali lanciati dai fan più “mosci”.
Piccola parentesi: sarebbe ora di finirla con la gente che passa i concerti a filmare con la digitale… ma pensa a divertirti invece di fare videoclip scadenti no?!

Comunque: a metà concerto l’atmosfera diventa più soft e un’incredibile rivisitazione di “Redemption Song” di Bob Marley introduce una parte acustica dello spettacolo, che culmina in una splendida versione di “Dear Mr President”, accompagnata da immagini sullo sfondo che testimoniano quanto Bush stia facendo del male a questo pianeta.
Ma le chicche non sono ancora finite, anzi : “What’s goin’ on?” delle 4 non blondes, viene riproposta da P!NK in modo magistrale e chiude la parte acustica, tornando alle atmosfere rock.
“Don’t let me get me” e la trascinante “God is a dj” sono d’obbligo.

Lei è presa bene, canta, balla, si traveste, dialoga spesso con il pubblico e fa pure esibizioni di alta scuola da circo, con le reti che la sospendono a 3 metri da terra, portando a termine in maniera impeccabile uno show di un’ora e mezza (di questi tempi è tantissimo) che, come sempre, si chiude con “Get the party started” ballata e cantata da un palazzetto letteralmente scosso dall’energia di P!NK…

ALE

giovedì, dicembre 21, 2006

QUATTROASSI CHRISTMAS PARTY


Domani sera dalle 22 in poi, si balla con la musica dei QUATTROASSI. Il sound system milanese festeggerà il Natale nel quartiere Isola, con il solito trascinante mix di ska, reggae, 2tone, rocksteady, hip-hop, dancehall e tutto quello che più vi piace ballare...
STAY RUDE!

mercoledì, dicembre 20, 2006

SLIPKNOT : Voluminal:Inside the nine

E' FINALMENTE USCITO L'ATTESISSIMO DVD DEGLI SLIPKNOT. IN ATTESA DELLA RECENSIONE DI DIFFERENTMUSIC, CHE ARRIVERA' DOPO NATALE, QUANDO SANTA CLAUS AVRA' PORRTATO QUESTA CHICCA SOTTO L'ALBERELLO DI QUALCHE FORTUNATO, VI RIPORTIAMO LA PRESENTAZIONE DI QUESTO LAVORO DEI 9, FATTA DIRETTAMENTE DALLA ROADRUNNER...


Composto da due dischi, questo DVD offre allo spettatore l'opportunità di essere trasportato per diverse ore nel mondo degli SLIPKNOT e di percorrere questo mondo con i suoi membri che non hanno mai smesso di suonare dal vivo per promuovere l'album Vol. 3: The Subliminal Verses.

Grazie ai filmati realizzati in tour, Voliminal: Inside The Nine permette ai fan di scoprire lo studio, il palco, il backstage, il tour bus e tutti quei luoghi in cui il gruppo vive, respira e si batte per difendere la musica che ha creato.

Il disco 1, intitolato, Voliminal, contiene un filmato di 90 minuti creato e realizzato da Shawn Crahan, meglio conosciuto come il Clown, e dà ai fan degli Slipknot l'opportunità di scoprire il gruppo attraverso l'occhio del suo realizzatore. Il film, girato con la camera a mano, è davvero una cosa unica. Grazie ai suoni e agli effetti visivi intensi e spiazzanti, lo spettatore si trova al centro dell'azione. Oltre a questo, sul disco 1 ci sono nove finestre che, una volta attivate, presenteranno ciascuno dei nove membri del gruppo. Infine, i classici bonus a sorpresa per saperne di più sulla band.

Il disco 2 è incentrato su due elementi principali: degli estratti dal vivo, dei filmati e delle interviste con ciascun membro della band. I concerti sono stati filmati in posti diversi in giro per il mondo e mostrano gli SLIPKNOT da un punto di vista unico e talvolta poco convenzionale. Non manca nulla: dai concerti al chiuso e all'aperto, performance televisive, remix e i videoclip di "Duality", "Vermillion", "Before I Forget", "The Nameless" e il video controverso di "Vermillion 2" mai uscito ufficialmente. Infine per la prima volta in assoluto, i fan hanno l'opportunità di vedere da vicino le "Death Masks", utilizzate durante l'ultimo tour.

martedì, dicembre 19, 2006

THE ORIGINAL SOUNTRACK


Film che risale agli anni 80' (1984 per la precisione), buona trama, buona sceneggiatura, eccellenti gli attori (Bill Murray , Dan Akroyd , Sigourney Weaver), che poi hanno avuto successo sul grande schermo. Un film innovativo all'epoca ,che ebbe grandissimo successo, visto con gli occhi di oggi le scene potranno sembrare sempliciotte (abituati come siamo ai supermegagalattici effetti speciali ritoccati interamente al computer), ma all'epoca erano semplicemente fantastiche, furono fatti gadget , cartoon e video giochi.
La storia comincia con questi tre scienziati un pò pazzi che vengono cacciati dall'università dove lavorano (fanno ricerche di telecinesi e parapsicologia), si trovano così in mezzo ad una strada e messi alle strette si mettono alla ricerca di uno stabile dove poter aprire un'attività.
Con i risparmi di uno dei tre (Dan Akroyd, che è il più bonaccione del gruppo) acquistano un ex stazione dei Pompieri, e cominciano così a sistemarsi per mettere su un'agenzia di "Acchiappafantasmi".

La COLONNA SONORA con relativa partitura, verra messa in commercio solo nel 2006, cioè a 22 anni (!!!!) di distanza dall'uscita del film.
L'autore è Elmer Bernstein ed è cosa nota che si tratti di una delle più grandi partiture scritte nell’ultima parte della carriera dal compianto gigante americano. Un tema magnifico, che sa di Pantera Rosa da esorcizzare, e che non si dimentica più dopo averlo sentito e un tema d’amore di rara bellezza, con le tipiche ondes martenot a fare da araldi in un pezzo, “Dana’s Theme”, che va messo di diritto tra i più grandi mai scritti dal buon Elmer. Sentite cos’è la versione eroica del tema principale in “We Got One!” o i clamorosi ritmi sincopati nel magnifico brano d’azione “Dogs”. Beatevi delle scoscese obliquità di “Ghosts” e delle apocalittiche sonorità dei brani finali, dove si sente tutta la propulsione sonora e la rutilante vena melodica che fece di Bernstein un grande all’epoca dei Dieci Comandamenti nel 1956. Le orchestrazioni sono da manuale, come sempre con questo autore: tutto è perfetto e calcolato al millesimo. Lascia spaesati quest’opera, perché ci si rende conto una volta di più di quale perdita immensa sia stata la morte nel 2004 di questo genio, mai troppo sopravvalutato. Assicuratevi questo pezzo di storia della musica per film, finché è ancora disponibile.

lunedì, dicembre 18, 2006

LIVE REPORT : CLUB DOGO - Milano, Leoncavallo (15/12/2006)


VENERDI' SERA AL LEONCAVALLO E' ANDATO IN SCENA IL CONCERTO DEI CLUB DOGO. NOI ERAVAMO PRESENTI E QUI DI SEGUITO IL REPORT DI CARLETTO, ESPERTO DI HIP HOP E SOTTOCULTURE GIOVANILI...

Nonostante la mia grande simpatia per il Mrsimpatia di Senigallia, che oramai tutti conoscono, devo essere obbiettivo e i dogo al leo hannno infuocato il palco.
Ma andiamo con ordine...Esa riscalda il pubblico e dj JAYKAY fa gran numeri dietro ai piatti.
Verso l'una (tipico orario del centro milanese...) esce la dogogang al gran completo, con amici e nuovi affiliati, quali ted bundy e montenero che faranno un paio di pezzi per presentare il loro nuovo mixtape.
I dogo propongono tutti i loro oramai classici pezzi di penna capitale e mi fist... come mai non fanno mai i pezzi di PMC VS CLUB DOGO che a mio modesto parere meritano di brutto?!
La gran sorpresa per me è stata "stanza dei fantasmi", che mi ha visto schizzare in prima fila dato il mio legame affettivo con questa splendida canzone che, con CRONACHE DI RESISTENZA è sicuramente la mia preferita!

Guardando lo spettacolo, sono arrivato alla conclusione che i dogo sono un gruppo da centro sociale...mi spiego meglio : ho visto i club dogo anche nei locali ma nei centri, almeno al leo, riescono a dare il massimo! La grinta dei due mc's guercio e fame è devastante... il pubblico rimane scosso della loro presenza sceninca, i beat di donjoe sono vere e proprie bombe che esplodono sotto il culo dei presenti...certamente non devo presentare io donjoe, secondo me tra i primi tre
produttori in Italia. Gran parte del successo dei dogo è grazie a lui!

L'unica nota negativa, a mio avviso e anche secondo la dirigenzaa di differentmusic, è stato il pubblico. Credo che i dogo si aspettassero molto piu' calore dalla citta' che li ha visti nascere e nella quale "militano" oramai da quasi 20 anni, invece dopo randez vous con delirio, che ha chiuso la loro peformance, nessuno ha aperto bocca o fatto casino per non farli andare
via...la serata si conclude con un delirio alcolico e un freestyle personale di Inoki al sottoscritto nel parcheggio del leo che ha sbaragliato.
In conclusione G'Z UP per la dogo gang! E anche per Inoki direi di cui attendo bramosamente l'uscita del nuovo album!

CARLETTO

venerdì, dicembre 15, 2006

BRUJERIA : por la primera vez en Italia!


IL GRIND E' MUSICA ESTREMA E NEL GRIND CI SONO GRUPPI PARTICOLARMENTE ESTREMI. UNO DU QUESTI E' BRUJERIA, GRUPPO FAMOSISSIMO IN TUTTO IL MONDO CHE ARRIVERA' PER LA PRIMA VOLTA IN ITALIA A FEBBRAIO...

Cosa si può dire dei BRUJERIA che non si sappia già? O meglio, cosa sappiamo di questi musicisti mascherati provenienti dal sud del mondo? Il nome, "Brujeria", deriva dalla magia nera usata da alcuni spacciatori di droga messicani per ispirare terrore nei religiosi locali. C'è da dire che questi delittuosi spacciatori satanici si riuniscono per suonare il Brujerizmo, la loro branca di "machete metal", che è allo stesso tempo originale e brutale.

Nel settembre del 1990, un bizzarro 45 giri pubblicato da una sconosciuta casa discografica indipendente invade gli scaffali dei negozi di dischi statunitensi. Tutte le canzoni erano cantate in spagnolo e la musica era tra le più estreme udite fino a quel momento. Poco tempo dopo il distributore del disco cominciò a ricevere ordini di 50-100 copie da singoli individui che volevano comprare il singolo e intendevano esportarlo personalmente in Messico ed in altri Paesi dell'America Latina.
Da quando la RoadRunner Records ha siglato un pericoloso contratto con questo gruppo di assassini per pubblicare i loro primi cd "Matando Gueros" nel 1993 e "Raza Odiada" nel 1995, i BRUJERIA sono emersi alla guida della musica latina underground, ed hanno conquistato una buona fama in tutto il mondo. Persino il Sub Comandante Marcos cominciò ad indossare le loro t-shirts. Nel gennaio 2000 la band ha beneficiato dello spot #1 della stazione radio commerciale più importante del Messico, Radioactiva, per ben tre settimane.

Il successo dei Brujeria va contro le consuetudini dell'industria discografica: hanno venduto quasi 25000 copie di "Matando Gueros" in tutto il mondo nonostante il rifiuto:
a) di andare in tour,
b) di usare i loro veri nomi
c) di farsi fotografare (senza mascherarsi),
d) di farsi intervistare.


Molti pensavano che sarebbero spariti per sempre dopo "Raza Odiada". Ma abbiate fede, i Brujeria sono tornati! Incazzati come prima, la band non ha perso una goccia del proprio veleno, sparlando di qualsiasi cosa, dall'AIDS a Castro. Nella loro terza pubblicazione per la RoadRunner, Brujerizmo, ci bombardano con 13 tracce di aggressione diretta. E mentre la loro identità resta un mistero, qualcuno dice che i Brujeria sono formati da membri dell'elite metal presi da Fear Factory, Napalm Death, Cradle Of Filth, gli ultimi grandi Faith No More e Dimmu Borgir, mentre altri credono che siano una creazione di un'associazione politica segreta. Chi sa qual è la verità?
Incuranti di ciò che sono e di ciò che rappresentano, i Brujeria restano una vera forza della natura. La reale natura dell'uomo è malvagia, incazzata e sfacciata!

Queste le date della prima storica apparizione nel nostro paese:

23/02 NEW AGE CLUB - RONCADE (TV)
24/02 ROCK PLANET - PINARELLA DI CERVIA (RA)
25/02 CIRCOLO DEGLI ARTISTI - ROMA + CRIPPLE BASTARDS

giovedì, dicembre 14, 2006

DISCHI CHE HANNO FATTO LA STORIA


CI AVVICINIAMO AL FINE SETTIMANA E IL POST DI OGGI E' DA INSERIRE NELLA RUBRICA DEDICATA AI DISCHI CHE HANNO FATTO LA STORIA DELLA MUSICA.
L'ALBUM DI OGGI E' UN CARDINE IMPORTANTE DELLA MUSICA ROCK DI CASA NOSTRA, RACCONTATO, IN QUESTO SPLENDIDO ARTICOLO, DA SIG MENGHINI DI ONDAROCK...

E' difficile, a quasi due decenni distanza, rievocare il clima che si respirava all'interno della scena rock italiana al momento dell'uscita di "Desaparecido" e soprattutto dare l'idea dell'impatto fortissimo che questo disco ebbe su di essa.

"Desaparecido" compone insieme a "Siberia" dei Diaframma, uscito nell'anno precedente, e a "Affinità-Divergenze fra il compagno Togliatti e noi" dei CCCP uscito nel successivo 1986, un trittico di dischi fondamentali per il rock nostrano che dimostra, da una parte di aver metabolizzato i suoni della new wave, soprattutto inglese, e dall'altra di potere esprimere un suono autonomo, compiuto e maturo.
In qualche modo i lavori di queste tre band rappresentano per gli anni '80 quello che Premiata Forneria Marconi, Banco del Mutuo Soccorso e Area avevano rappresentato per gli anni 70, ovvero punti di riferimento autorevoli, di spessore internazionale, all'interno della scena nazionale. Ed è importante ricordare come l'influenza di questi gruppi di matrice progressiva fosse ancora così forte e radicata in Italia da spingere in là nel tempo, fino alla metà degli 80, l'affermazione definitiva di un nuovo linguaggio musicale.

In realtà una timida scena new wave nostrana esisteva già in da qualche anno, si pensi ai Denovo, ai Gaznevada, agli Underground Life, ai Neon e agli stessi Litfiba, attivi già dal 1980, con alle spalle un'intensa attività live (spesso condividendo le serate con i Diaframma), un paio di Ep e una colonna sonora teatrale. Ma è solo all'inizio del 1985, a un lustro di distanza dall'epopea della new wave (le fonti stilistiche che più si percepiscono nei solchi del disco sono quelle di U2, Ultravox, Joy Division e Japan) che "Desaparecido" viene dato finalmente alle stampe. L'etichetta è la IRA la medesima di "Siberia" dei Diaframma, in quel momento in Italia la più importante per la nuova scena indipendente.
I Litfiba condensano in otto canzoni il meglio della propria produzione, nuova o già ascoltata negli anni precedenti, e immediatamente critica e pubblico hanno la percezione dell'evento. I Litfiba, fortemente supportati dalla stampa specializzata, Mucchio Selvaggio in primis (al punto da apparire nelle stesse note di copertina di "Desaparecido"), si ergono a paladini di quello che venne prontamente ed enfaticamente definito "il nuovo rock italiano". La foto di retrocopertina presenta la formazione storica del gruppo, Piero Pelù (voce), Ringo de Palma (batteria), Gianni Maroccolo (basso), Ghigo Renzulli (chitarra) e Antonio Aiazzi (tastiere) sistemata su un cumulo di pietre. I musicisti sono bardati con cappotti e abiti scuri, gli sguardi truci secondo l'iconografia decadente cara alla "new wave". Della pessima copertina, invece, è meglio tacere...

Se del nuovo rock italiano i Diaframma incarnano l'anima dark e poetica, mentre i CCCP l'anima punk e politica, i Litfiba ne incarnano l'anima sognatrice e vagamente mediterranea. Uno dei meriti che va ascritto alla band di Pelù è infatti quello di rivisitare la matrice fortemente britannica delle linee strumentali con tocchi esotici: una preghiera islamica, una nacchera spagnola, una festa tzigana che si trasformano in pretesti sonori per sognare e viaggiare con la mente; i cinque musicisti sono come pirati della Malesia, mossi dalla fervida fantasia di un Emilio Salgari, che però non si è mai spostato dall'Italia.
Piero Pelù, grande talento e grande carisma, è una delle chiavi di lettura della forza dirompente di "Desaparecido" e della band di quegli anni. Il suo animo zingaro lo trasforma nel Sandokan della banda: è lui, grande ammiratore di Iggy Pop, il front-man, forse in prospettiva il più grande che avesse mai avuto l'Italia fino a quel momento; è sempre lui a dettare, con la sua voce potente e le sue vocali allungate, le regole del cantato in italiano per una generazione di aspiranti vocalist. Ma la band ha altre personalità spiccate. Gianni Maroccolo innanzitutto che con questo disco ci offre una delle più belle interpretazioni del basso elettrico italiano. E poi il compianto Ringo De Palma, amico caro di Piero dai tempi del liceo, preciso e dirompente, esattamente quello che si chiede al batterista di una vera rock band. Ghigo Renzulli, ancora lontano dalle lotte di potere per il controllo del gruppo, si pone a disposizione del risultato complessivo contribuendo egregiamente con un suono equilibrato e disciplinato. Infine, Antonio Aiazzi che alterna momenti di sbandamento sonoro a momenti memorabili. Le tastiere infatti ora suonano quasi superflue ("Eroe nel vento", "La preda"), ora intrise di un goticismo torbido ("Lulù e Marlene"), ora sin troppo vicine alle fonti di ispirazioni (gli Ultravox su tutti).

L'apertura del disco è folgorante. "Eroe nel vento" è uno dei pochi inni che può vantare il rock italico, pur ammiccando decisamente, nel riff di chitarra, allo stile di The Edge degli U2. Il ritmo serrato prosegue con "La Preda", un direttissimo sostenuto dal basso incalzante di Maroccolo il cui suono, ottenuto col plettro, spicca sempre per l'incisività delle linee e per la pulita aggressività del suono.
"Istanbul", sognante e visionario, è uno dei brani chiave del disco. Il recitato arabo richiama, in un ideale passaggio di testimone tra il vecchio e il nuovo, quello di "Luglio, agosto, settembre (nero)" da "Arbeit macht frei" degli Area. I suoni sono equilibrati, le tastiere di Aiazzi tra arpeggi e tappeti creano il giusto clima evocativo su cui si libra la voce di Pelù. La domanda a posteriori è d'obbligo: quanti giovani hanno viaggiato alla metà degli anni 80 alla volta di Istanbul?

Se "Tziganata" e "Desaparecido" si caricano di contaminazioni tra lo zingaresco e il flamenco, "Pioggia di luce" è invece una gemma preziosa dove la qualità degli arrangiamenti richiama il clima di certa new wave raffinata. La canzone si chiude con un elegante solo di chitarra dell'ospite Hanno Rinne che richiama alla memoria il solo di tastiere di Herbie Hancock guest star d'eccezione in "New Gold Dream" dei Simple Minds.
"Guerra", canzone che accompagna i Litfiba fin dagli esordi e che a lungo rappresenterà il momento di massima intensità nei loro concerti, parte su un ritmo marziale che poi si dilata in un memorabile frammento carico di epicità: una ritmica quadrata, un tappeto sonoro da brivido su cui Pelù ci regala uno dei suoi momenti vocali più intensi. La canzone, in un divenire continuo, degenera infine in un caos insostenibile, come in una guerra combattuta davvero con le linee degli strumenti che si rompono nella bolgia della battaglia.

mercoledì, dicembre 13, 2006

RECENSIONE DELLA SETTIMANA


SECONDO POST DELLA SETTIMANA E SI PARLA ANCORA DI PUNK, CON IL NUOVO LAVORO DEL PROGETTO PARALLELO DI FAT MIKE, I MF&TGG, CHE RIPROPONGONO IN CHIAVE PUNK, GRANDI SUCCESSI DELLA MUSICA AMERICANA...

TITOLO : Love their country
AUTORE : Me first and the gimme gimmes
GENERE : Punk Rock
ANNO : 2006
PROVENIENZA : California (USA)

Puntuali come la vendemmia del vino ecco arrivare i Me First and The Gimme Gimmes con il loro carico di simpatia e follia. Riunitisi per la 6a volta in studio la band ha deciso di far ricadere la loro “violenza” musicale sulla “country music”. Il rituale è sempre lo stesso e anche questa volta non cambia: prendere le più celebri canzoni di un determinato genere e renderle il più punk possibile.

Purtroppo questa volta l’impresa diventa difficilmente esportabile poiché il genere country non è molto celebre all’estero e ancor meno in Italia ove è scarsa anche la conoscenza di un mostro sacro come il grandissimo Johnny Cash (R.i.p.).

Il risultato è sicuramente ottimo ma mancando la conoscenza delle canzoni originali alla lunga l’album può stancare. Fortunatamente mia madre è sempre stata una estimatrice della musica country per cui artisti come Hank Williams, John Denver, Jim Reeves o Dolly Parton hanno sempre accompagnato le mie giornata. Mi rendo conto però che ascoltarsi una “I’m so lonesome I could cry” di Hank Williams senza conoscere la voce calda e profonda con cui la ha cantata la fa sembrare solamente una brutta copia di una canzone dei Dropkick, ne più ne meno.

Sinceramente ho sballato con questo album andando a cercarmi le versioni originali sulle musicassette (saranno anni che non uso più questa parola penso) di mia madre, mettendole a confronto con questo album. Mi accorgo però che se non avessi avuto questo “sollazzo” “Love their country” mi sarebbe sembrato esclusivamente un buon album che avrebbe meritato al massimo qualche ascolto distratto.

Un album che sicuramente in America ha un suo perché ma che esportato all’estero perde della sua originalità e genialità.

Ps. da sottolineare la doppia cover della seconda traccia con testo di “Riders in the sky” di John Denver e base dei Bad Religion.

(www.punkadeka.it)

martedì, dicembre 12, 2006

OFFSPRING IN STUDIO.


LA NOSTRA SETTIMANA STA VOLTA, INIZIA DI MARTEDI'.
PRIMO POST DEDICATO AGLI OFFSPRING AMATI DA MOLTI E ODIATI DA ALTRETTANTI CHE, SECONDO VOCI CERTE, STANNO LAVORANDO ALLA PREPARAZIONE DEL PROSSIMO LAVORO...

Gli Offspring hanno cominciato a settembre in uno studio di Hollywood, in California, le registrazioni del loro nuovo album, l'ottavo della loro carriera e seguito di "Splinter", uscito nel dicembre del 2003 per Columbia (Sony BMG) e capace di vendere da allora oltre quattro milioni di copie in tutto il mondo.

Il gruppo, dopo qualche settimana passata a produrre gli ultimi demo dei brani composti, ha però cominciato solo recentemente le registrazioni effettive, dedicandosi attualmente all'incisione delle tracce di chitarra. La formazione sta lavorando al momento su otto brani (che dovrebbero tutti fare parte del lavoro finale, essendo stati scelti tra una quindicina), ma pianifica di scriverne altri durante le vacanze natalizie per poi registrarli ad inizio 2007. Insieme con il gruppo in studio sta lavorando il rinomato produttore Bob Rock, già al lavoro anche con American Hi-Fi, Bryan Adams, Lostprophets, Metallica, Mötley Crüe, Servant e Simple Plan, tra gli altri. L'uscita dell'album è ora prevista per la tarda primavera del 2007.

sabato, dicembre 09, 2006

TOP 100 di sempre... SECONDO LORO!


IN SETTIMANA, IL FAMOSISSIMO GIORNALE AMERICANO HIT PARADE, HA STILATO LA CLASSIFICA DEI 100 MIGLIORI CANTANTI METAL DELLA STORIA.
LA COSA LASCIA AL QUANTO PERPLESSI, NON TANTO PER L'ORDINE IN CUI GLI ARTISTI APPAIONO (queste cose sono sempre soggettive) QUANTO PER IL FATTO CHE NEL "CLASSIFICONE" CI SONO ALCUNI MITICI VOCALISTI CHE CON IL METAL NON C'ENTRANO ASSOLUTAMENTE NULLA, COME HENDIRX, FREDDY MERCURY, STEVEN TYLER... E ADDIRITTURA MICK JAGGER!
...DICIAMO CHE PIU' CHE METAL, E' UNA CLASSIFICA DI TUTTO IL ROCK E HARD ROCK DEGLI ULTIMI DECENNI.
QUI SOTTO L'ARTICOLO DI ROCKSTAR RELATIVO ALLA CLASSIFICA...

Sempre abbastanza snobbata dalla stampa estera, questa volta l’Italia si prende una piccola rivincita: nonostante solo 94esima, Cristina Scabbia (Lacuna Coil) lascia il suo graffio nella classifica stilata dal giornale specializzato Hit Parader (Amy Lee degli Evanescence la precede di 25 posizioni!).
Una novità visto che è un evento assai raro trovare in queste classifiche di respiro mondiale un nome italiano.
Ai primi posti i soliti noti: Robert Plant, seguito da Rob Halford, medaglia di bronzo per Steven Tyler.

Originale 44esimo posto per Marilyn Manson tra Ian Gillan (Deep Purple) e Jeff Keith dei Tesla; mentre fa riflettere il sorprendente 6 posto di Freddy Mercury in una classifica di cantanti metal dove Kurt Cobain appare solo 20esimo.
Spazio anche per l’onnipresente Jimi Hendrix (79esimo), per il quale ormai si stanno esaurendo tutti i mezzi possibili per celebrarne il mito.

Di seguito la classifica completa:

01. Robert Plant (Led Zeppelin)
02. Rob Halford (Judast Priest)
03. Steven Tyler (Aerosmith)
04. Chris Cornell (Sound Garden, Audioslave)
05. Bon Scott (AC/DC)
06. Freddie Mercury (Queen)
07. Bruce Dickinson (Iron Maiden)
08. Ozzy Osbourne
09. Paul Rodgers (Big Company)
10. Ronnie James Dio
11. Axl Rose (Guns N’Roses)
12. Sammy Hagar (Van Halen)
13. Geddy Lee (Rush)
14. Geoff Tate (Queensrÿche)
15. Mick Jagger (Rolling Stones)
16. Jonathan Davis (Korn)
17. Roger Daltrey (The Who)
18. Paul Stanley (Kiss)
19. David Lee Roth (Van Halen)
20. Kurt Cobain (Nirvana)
21. Maynard James Keenan (Tool, Perfect Circle)
22. Klaus Meine (Scorpions)
23. Eddie Vedder (Pearl Jam)
24. James Hetfield (Metallica)
25. Trent Reznor (NIN)
26. Serj Tankian (System Of A Down)
27. Layne Staley (Alice In Chains)
28. Steve Perry (Journey)
29. Gene Simmons (Kiss)
30. Joe Elliott (Def Leppard)
31. Jon Bon Jovi
32. Alice Cooper
33. Vince Neil (Mötley Crüe)
34. Steve Marriott (Small Faces, Humble Pie)
35. Lajon Witherspoon (Sevendust)
36. Sebastian Bach (Skid Row)
37. Philip Anselmo (Pantera)
38. Zack De La Rocha (RATM)
39. Brian Johnson (AC/DC)
40. Bret Michaels (Poison)
41. Udo Dirkschneider (Accept)
42. David Draiman (Disturbed)
43. Ian Gillian (Deep Purple)
44. Marilyn Manson
45. Jeff Keith (Tesla)
46. Chester Bennington (Linkin Park)
47. Sully Erna (Godsmack)
48. Lemmy Kilmister (Motorhead)
49. Aaron Lewis (Staind)
50. Brett Scallions (Fuel)
51. Chino Moreno (Deftones)
52. Rob Zombie
53. Anthony Kiedis (RHCP)
54. David Coverdale (White Snake)
55. Gary Cherone (Extreme)
56. Andrew Wood (Mother Love Bone)
57. Scott Weiland (Stone Temple Pilots, Velvet Revolver)
58. Tom Araya (Slayer)
59. Phil Lynott (Thin Lizzy)
60. Rod Stewart
61. Scooter Ward (Cold)
62. Ray Davies (Kinks)
63. Sonny Sandoval (P.O.D.)
64. David Bowie
65. Joan Jett
66. Josey Scott (Saliva)
67. Perry Farrell (Jane’s Addiction)
68. Scott Stapp (Creed)
69. Amy Lee (Evanescence)
70. Don Dokken
71. Fred Durst (Limp Bizkit)
72. Mike Shinoda (Linkin Park)
73. Pepper Keenan (Corrosion of Conformity)
74. Dez Fafara (Coal Chamber, DevilDriver)
75. Gavin Rossdale (Bush)
76. Blackie Lawless (W.A.S.P.)
77. Dave Wyndorf (Monster Magnet)
78. Ann Wilson (Heart)
79. Jimi Hendrix
80. Ville Valo (Him)
81. Peter Steele (Type O Negative)
82. Dave Williams (Drowning Pool)
83. Dee Snider (Twisted Sister)
84. Joe Lynn Turner (Rainbow)
85. King Diamond
86. Corey Taylor (Slipknot)
87. Jamey Jasta (Hatebreed)
88. Justin Hawkins (The Darkness)
89. Dave Mustaine (Megadeth)
90. Ian Astbury (The Cult)
91. Stephen Pearcy (Ratt)
92. Phil Mogg (UFO)
93. Biff Byford (Sazon)
94. Cristina Scabbia (Lacuna Coil)
95. Dani Filth (Cradle Of Filth)
96. Wes Scantlin (Puddle Of Mudd))
97. Tim “Ripper” Owens (Judas Priest, Iced Earth)
98. Joshua Todd (Buckcherry)
99. Kevin Dubrow (Quiet Riot)
100. Ray Gillen (Badlands)

mercoledì, dicembre 06, 2006

MUSIC & FOOTBALL : Ruud Gullit and the Revelation Time


IN QUESTO MERCOLEDI' PIOVOSO, TORNA LA RUBRICA DEDICATA ALLA MUSICA LEGATA AL CALCIO. OGGI CI OCCUPIAMO DI GULLIT, CAMPIONE CHE TUTTI CONOSCONO SUL CAMPO, MA CHE, SUL FINIRE DEGLI ANNI 80, HA CANTATO E INCISO COI REVELATION TIME, DANDO FORTI SEGNALI IN FAVORE DI NELSON MANDELA.
I SUOI DREAD, IL SUO REGGAE, SONO SCONOSCIUTI A MOLTI, MA LA BAND OLANDESE E' MOLTO APPREZZATA NEL PANORAMA...

Ruud Dil Gullit nasce ad Amsterdam il primo settembre 1962 da Ria (Dil il cognome), ragazza-madre del quartiere Jordaan, e George, emigrato del Suriname, ai tempi colonia olandese (l’indipendenza arrivò con un pacifico passaggio di sovranità nel 1975). George vi era arrivato nel 1958 con la compagna di allora e tre figli, ma fino alla fine dei suoi giorni sarà presente nella vita di Ria e del piccolo Ruud.

Il ragazzino, legatissimo alla madre, trascorre ore e ore a giocare a calcio sui campetti del quartiere (lo stesso dei genitori di Johan Cruijff), prima di trasferirsi con lei ad Amsterdam est, nel Mercatorbuurt (rione del mercato) che dà sulla celebre Balboaplein, la piazza dove tireranno i primi calci Edgar Davids, Clarence Seedorf e Patrick Kluivert e dove affronta spesso Frank Rijkaard, un altro che farà strada. Nel frattempo, la signora Ria, per provvedere al frugoletto e a se stessa, svolge più lavori, quindi Ruud sta parecchio con il nonno materno, Ruudje, al quale oltre che il nome deve la capacità di sentirsi ovunque a proprio agio e di mostrarsi sempre aperto e socievole. A 8 anni firma il suo primo cartellino come 'junior' dei Meerboys. Da quel momento, l'ascesa all'Olimpo del calcio sarà continua, grazie al suo fisico impressionante e alle sue incredibili capacità tecniche.

Nel 1982, dopo 30 gol in 85 gare di Eredivisie, gliela offre il Feyenoord, dove Ruud ha la fortuna di giocare accanto a due totem del calcio olandese: nella prima stagione Willem (Wim) van Hanegem, che in patria è giustamente considerato l’anti-Cruijff, nella seconda 'il Profeta del gol' in persona che, in rottura con il presidente dell’Ajax, Ton Harmsen, chiude la carriera con i rivali di sempre. Morale: nell’83-84, al De Kuip arriva la doppietta campionato-Coppa d’Olanda, quest’ultima grazie all’1-0 sul Fortuna Sittard in finale. A fine stagione Ruud sposa il suo primo grande amore, la 21enne Yvonne De Vries, che gli darà due figlie, Felicity e Charmaine.

In patria è una star, appare in tv, prende posizione in favore di Nelson Mandela e dell’African National Congress e, quando diventa il primo capitano nero della nazionale olandese, la band reggae REVELATION TIME gli dedica la canzone CAPITAIN DREAD.
Ruud entra poco dopo a far parte della band dando segnali forti della sua lotta : nel 1988, in un Palatrussardi di Milano gremitissimo, si esibisce in T-shirt nera con la scritta bianca «STOP APARTHEID».
Il singolo viene registrato in Olanda, durante il periodo di allenamento del Ruud con l'Olanda Squadra Nazionale per il 1988 Campionato Europeo in Germania. Il successo è notevole e la canzone verrà registrata per il broadcasting VARA, arrivando fino al 3° posto della top 40 olandese.

L'amore per il reggae da parte di Ruud è tanto e la sua voglia di battersi per i diritti altrettanta.
Dopo che 3 anni la band suona in giro per l' Europa a supporto di artisti come Eek-UN-il Topo, Ziggy Marley, Sounds of king, Aswad, Toure Kounda e molte altre band conosciute, prima di prendersi una pausa.

Gli impegni assidui di Gullit con il calcio, lo costringeranno, poco più tardi a rinunciare alla sua attività di musicista, ma negli occhi e nelle orecchie di tutti, rimarranno sempre le note di un gruppo che, anche se per poco, ha dato il suo contributo ad un grande genere musicale.

Altre notizie sulla band (www.revelationtime.nl)

martedì, dicembre 05, 2006

LIVE REPORT : RODIGAN - Milano, Rollin Stone (01/12/2006)

IL MIO NOSTRO SIMONE (http://fincheghene.splinder.com/) CI INVIA UN REPORT DELLA PERFORMANCE DI VENERDI' AL ROLLIN' DI RODIGAN, DJ LONDINESE IN ATTIVITA' DAL LONTANISSIMO 1978, CHE NEL TEMPO HA SAPUTO AFFERMARSI COME UNO DEI MIGLIORI SELECTER DEL MONDO...


Venerdi sera sono andato Al Rolling Stone per sentire finalmente la musica di David Rodigan, di cui tutti mi avevano parlato un gran bene.
Sale in console verso l' una e più che un dj sembra un politico o un uomo di affari per il suo portamento.
Ben presto comunque ci si rende conto che, nonostante le apparenze, Rodigan è un gran trascinatore oltre che un ottimo dj :
per la prima ora suona del buon reggae moderno, molto vivace e che riesce a coinvolgere il pubblico. Per il resto della serata ci delizia invece con il memorbile sound jamaicano vecchio stile, intermezzato da canzoni italiane (tre brani dei sud sound system, uno di giuliano palma e qualche d'un altro che non ricordo).
Il pubblico dimostra di apprezzare molto più questa seconda parte di serata ballando e andando letteralmente in delirio.
Dedica una parte della sua scaletta a BobMarley, suonando almeno sei brani (dal mio pessimo inglese riesco a capire che si trattavano di dischi e versioni originali e inedite) uno dietro l'altro, senza pause.
Non mi dilungo nell' elencare gli artisti e i brani suonati dal dj, ma passavano da gente come Jimmy Cliff , Tosh , Maytails, The Busters oppure Bujo Banton (un amico ha detto che qualche idiota ha fischiato quando è stata presentata la sua canzone) , Sizzla , Elephant Man per nominare qualcuno dei nuovi ......
Esco dal locale verso le 3.30 (la gente è ancora in delirio) e mi accorgo che, il più in forma nell' affollata sala rimane Rodigan, che ha ancora voglia di saltellare, cantare, urlare e ballare assieme al pubblico.
Decisamente il miglior dj che mi abbia mai fatto muovere .... RESPECT !

SIMONE

lunedì, dicembre 04, 2006

BIOGRAPHY : U.S. BOMBS

INIZIA UNA NUOVA SETTIMANA. WEEK END RICCO DI MUSICA (presto il report del live digli Iron Maiden al forum e di rodigan al rollin) E CLASSICO LUNEDI' PALLOSISSIMO.
L'ARTICOLO DI OGGI E' DEDICATO ALLA BIO DI UN GRUPPO CHE MI TIRA IN MEZZO PARTICOLARMENTE, GLI US BOMBS...


Gli U.S. Bombs nascono a Orange County, in California, nel 1993, fondati dal cantante Duane Peters, ex campione di skateboard (nel '78 è stato il primo al mondo a riuscire fare il giro della morte su una rampa circolare), e dal chitarrista Kerry Martinez, ai quali si aggiungono, per completare la formazione, il chitarrista Chuck Briggs, il bassista Steve Reynolds ed il batterista Alex Gonzales. Agli inizi il gruppo, che si ispira ai Sex Pistols, suona dove può, e a volte effettua concerti al Laundromat, un locale dove la band usa ritrovarsi con gli amici, che spesso terminano in seguito a irruzioni della polizia. Il primo lavoro è un doppio EP che esce nel 1994, "Scouts Of America", seguito dall full-length "Put Strenght In The Final Blow", uscito nel '95. L'anno successivo escono l'EP omonimo, per l'Alive Records (che ha offerto un contratto alla band nel '95), ed uno split con i Bristles (con un brano a testa), per la Beer City Records (una casa produttrice di skateboards che si è allargata diventando anche etichetta indipendente). Lo stesso anno sempre per la Alive esce il primo album "Garibaldi's Guard", in seguito al quale Steve e Alex se ne vanno, sostituiti rispettivamente da Wade Walston e Chip Hanna. Nel 1997 esce sempre su Alive l'EP "Never Mind The Opened Minds", con titolo in tributo ai Sex Pistols (dal loro album "Never Mind The Bollocks"), in seguito al quale viene offerto alla band un contratto dalla Hellcat Records, casa discografica di Tim Armstrong dei Rancid, per la quale esce nel settembre dello stesso anno "War Birth". Gli U.S. Bombs partono così per un tour di promozione che li vede girare cinque volte gli Stati Uniti (approdando anche in Canada per la prima volta) ed una l'Europa in nove mesi, prima che, nell'ottobre del '98 Chuck, malato di Aids, sia costretto a lasciare il gruppo, venendo rimpiazzato da Johnny "Two Bags" Wickersham. Sempre nel '98 Duane fonda, insieme a Patrick Boissel, già fondatore di Alive Records e Total Energy Records, la Disaster Records, prima che gli U.S. Bombs registrino con il nuovo componente un nuovo full-length, "The World", co-prodotto da Fletcher Dragge dei Pennywise, che esce nel giugno del '99, seguito qualche settimana dopo, sempre in giugno, dall'uscita della ristampa del primo full-length, "Put Strength In The Final Blow", ad opera della Alive Records. Intanto Duane ha iniziato a suonare in un gruppo side-project, i Duane Peters And the Hunns, prima che nell'aprile del 2000 Johnny lasci il gruppo per unirsi ai Social Distortion, che erano in crisi e senza un chitarrista a causa della morte di Dennis Danell, mentre il 4 luglio anche Chuck Briggs muore, di Aids. Ma i lutti continuano in quanto, sempre in luglio, anche la figlia di Chip muore: questa serie di sfortune accentua i contrasti all'interno della band, che molte volte già in passato è arrivata alle mani (anche a causa dei problemi di alcool di Peters). Le liti vengono messe da parte a fine estate per le registrazioni di un nuovo album e per le riprese di una commedia americana (in cui suonano per il Presidente degli Stati Uniti), che va in onda in novembre sulla NBC, prima che in dicembre partino per un tour europeo. Il nuovo full-length, "Back At The Laundromat", viene registrato in quattro ed esce nel marzo del 2001, prima che in primavera il gruppo torni ad essere un quintetto, in quanto si aggiunge come secondo chitarrista Nate. In novembre la Beer City Records rilascia l'EP "Great Lakes Of Beer", mentre nel gennaio del 2002 esce il primo live del gruppo, "Lost In America/Live 2001", per la Disaster Records, registrato durante il tour di promozione dell'ultimo full-length (da cui sono tratte il maggior numero di canzoni) nel Nord America. In maggio Nate, dopo circa un anno che è nel gruppo, viene sostituito da John Boscoe, con il quale gli U.S. Bombs continuano a lavorare su un nuovo album.

venerdì, dicembre 01, 2006

Label vs Web: battaglia infinta!


LA UNIVERSAL SEMBRA AVERE CAMBIATO STRATEGIA E, INVECE DI CONMBATTERE CONTRO LA MUSICA E I VIDEO NO LINE, PROVA AD ACCORDARSI COI COLOSSI MONDIALI...
RIPORTO QUI SOTTO UN ARTICOLO DI ROCKSTAR CHE PARLA DI QUESTA COSA. PERSONALMENTE SONO MOLO COMBATTUTO A RIGUARDO: IL DISCORSO E' LUNGO E NON SI PUO' AFFRONTARE IN POCHE RIGHE. LA MUSICA COSTA TROPPO E SU QUAETO NON CI PIOVE, MA LA BELLEZZA DI UN CD COMPRATO, DEL SUO LIBRETTO, DELLE SUE CHICCHE E' IMPAREGGIABILE E NESSUN DOWNLOAD POTRA' MAI AVERE LO STESSO FACINO... CERTO CHE 18 EURO SONO PARECCHI...

La casa discografica di proprietà della Vivendi è la più importante per volume di affari e per il catalogo offerto; oltre a controllare una buona fetta di mercato, la Universal è stata la prima a inserirsi tra la Microsoft e il consumatore, sottoforma di ‘tassa' divisa a metà tra la creatura di Bill Gates e l'acquirente di Zune, il nuovo video-lettore della società di Albuquerque.
Con questo accordo la major si intascherà circa un Euro a lettore, soldi che dovrebbero successivamente essere ‘condivisi' con gli artisti in catalogo: “Questi supporti sono diventati dei depositi per la musica rubata” ha spiegato il gran capo della Universal Doug Morris “E' arrivato il momento di essere pagati per questo!”.
Questo tipo di accordo è stato introdotto anche alla Apple per l'iPod e sarà definitivamente accettato o rifiutato nei primi mesi del 2007 quando le due aziende si siederanno al tavolo delle trattative.
Ma la Universal, dopo aver fatto piegare Bill Gates, è andata all'attacco anche di MySpace, rea di infrangere le leggi che regolano i copyright dei videoclip.
Nella denuncia si legge che la società californiana permette ai propri utenti di caricare illegalmente i video e prende parte nella violazione dei diritti causati dalla ri-formattazione dei video; Morris si aspetta di trovare un accordo con MySpace.

(www.rockstar.it)